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Studio Legale Stante

Come e quando impugnare un licenziamento

I termini per contestare un licenziamento sono brevi e, se si superano, il diritto si perde. Ecco come funzionano e cosa fare subito.

A cura dell'Avv. Vincenzo Stante. Aggiornato a ottobre 2026.

Il primo termine: 60 giorni

Il licenziamento va impugnato entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, oppure dalla comunicazione dei motivi se successiva. Basta un qualsiasi atto scritto, anche non giudiziale, che renda nota al datore di lavoro la volontà di contestarlo: di solito una lettera raccomandata o una PEC inviata dall'avvocato o dal sindacato.

Il secondo termine: 180 giorni

Entro i centottanta giorni successivi all'impugnazione bisogna depositare il ricorso al giudice del lavoro, oppure chiedere il tentativo di conciliazione o l'arbitrato. Se la conciliazione o l'arbitrato vengono rifiutati, o non si raggiunge l'accordo, il ricorso va depositato entro sessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo.

Sono termini di decadenza: superati, il licenziamento non si può più contestare, anche se era illegittimo.

Cosa fare subito

  1. Annotate la data in cui avete ricevuto la lettera e conservate la busta o la ricevuta della PEC.
  2. Raccogliete i documenti: contratto, lettera di assunzione, buste paga, contestazioni disciplinari ricevute e le vostre risposte.
  3. Non firmate accordi o rinunce senza averli fatti leggere a un avvocato. Firmare la lettera per ricevuta, invece, non significa accettarla.
  4. Presentate la domanda di NASpI entro sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto, se ne avete i requisiti: impugnare il licenziamento non vi impedisce di chiederla.

Cosa si può ottenere

Le tutele dipendono dalla data di assunzione, dalle dimensioni dell'azienda e dal tipo di vizio del licenziamento: possono andare dalla reintegrazione nel posto di lavoro a un'indennità economica. Per valutarle servono il contratto e la lettera di licenziamento.

Domande frequenti

Il termine di 60 giorni vale anche per il contratto a termine?
No. Per contestare la scadenza di un contratto a tempo determinato il termine per l'impugnazione stragiudiziale è di centottanta giorni dalla cessazione del contratto.
Posso impugnare da solo il licenziamento?
Sì, l'impugnazione può essere fatta anche dal lavoratore con un atto scritto. È però consigliabile farla preparare a un avvocato, perché deve essere seguita entro i termini dal ricorso al giudice.

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Le informazioni di questa pagina sono di carattere generale e non sostituiscono un parere sul caso concreto, che dipende dagli atti e dai fatti specifici.